XIIº Congresso (straordinario) del PR
Roma, 7 e 8 luglio 1973

Il Partito radicale indice un congresso straordinario, invitandovi a partecipare le forze della sinistra tradizionale ed extraparlamentare, per il lancio della campagna di raccolta delle firme per i referendum. L'appello viene recepito, in particolare, dai gruppi extraparlamentari più rappresentativi, che dichiarano di aderire e di impegnarsi per la riuscita del progetto referendario, mentre le adesioni provenienti da personalità e da forze dell'arco democratico parlamentare consentono la costituzione di un "Comitato nazionale per una Repubblica autenticamente costituzionale", in appoggio all'iniziativa e a garanzia del suo significato di sostegno al Parlamento.

Il congresso demanda inoltre ad un comitato appositamente costituito il compito di vagliare quali possibilità vi siano di dare vita ad un quotidiano radicale, a partire da una sottoscrizione nazionale (il quotidiano "Liberazione" uscirà pochi mesi dopo, ed avrà una grande importanza nel corso del referendum sul divorzio).

MOZIONE GENERALE

Il XII Congresso straordinario del Partito, riunito a Roma il 7 e 8 luglio 1973, ha confermato all'unanimità, a conclusione dei suoi lavori, l'obiettivo fissato dal precedente Congresso di Torino, di indire per il 1975 una serie di referendum abrogativi.

Due sono i fatti nuovi che hanno permesso al Congresso straordinario, dimostratosi vivo e ricco del contributo di militanti provenienti da tutta Italia, di confermare -nonostante le gravi difficoltà e il grave ritardo accumulato- questo obiettivo: da una parte l'adesione in Congresso, al progetto radicale, di tutti i maggiori gruppi extraparlamentari (Manifesto, Lotta continua, Avanguardia operaia, Pc-ml-I) e della corrente di sinistra del Pri; dall'altra la disponibilità di molti compagni di altre sedi a partecipare al lavoro di organizzazione nazionale, mettendo a disposizione periodi più o meno lunghi di tempo da trascorrere a Roma da qui a novembre.

Questi due fatti, oltreché la convergenza del giudizio sulla gravità della situazione politica, che conferma di giorno in giorno l'esattezza delle indicazioni e delle analisi della mozione del Congresso di Torino del novembre scorso, hanno consentito al Congresso romano di registrare una inversione di tendenza rispetto alla situazione che si era creata e che aveva determinato la convocazione del Congresso stesso. Ai lavori ha fatto pervenire un messaggio di saluto Giacomo Mancini, contenente espressioni che abbiamo considerato di incoraggiamento per il nostro progetto politico. Hanno inoltre partecipato al Congresso l'onorevole Vincenzo Balsamo, responsabile del settore diritti civili del Psi, per la corrente di "Presenza socialista", e Fabrizio Cicchitto per la sinistra di questo partito. Anche se non vi sono adesioni ufficiali da parte di queste due correnti, questa partecipazione può essere interpretata come un segno delle possibilità di collaborazione esistenti con ampi settori socialisti, e non solo di base. Adesione e solidarietà ha portato anche il compagno Pietro Valpreda.

Sul piano operativo il Congresso ha preso due decisioni:

1) la costituzione di un comitato di gestione dei referendum, che affiancherà la segreteria nazionale e gli altri organi del partito;

2) è stato dato mandato ad un altro comitato di realizzare al più presto possibile, possibilmente a settembre, un quotidiano radicale. Il comitato è composto dai compagni Pannella, Bandinelli, Massimo e Maria Adele Teodori, Gianfranco Spadaccia, Torelli e Stanzani. Come ipotesi di lavoro, il Congresso ha accettato quella suggerita da Marco Pannella, di proporre a "Lotta continua", la pubblicazione quotidiana di un inserto di due pagine di "Notizie radicali" per risolvere almeno temporaneamente e inizialmente i problemi più gravi di impianto, di stampa e di distribuzione. Per far fronte alle esigenze finanziarie si è deciso di promuovere una sottoscrizione nazionale, che non interferisca o interferisca il meno possibile con i problemi di finanziamento ordinario della tesoreria del partito.

Il Congresso straordinario di Roma ha così dato una risposta positiva non solo sulla credibilità del progetto alternativo proposto dal partito a novembre, ma anche sulla sua necessità in un momento in cui si moltiplicano i segni di grave ed accelerata involuzione del regime, anche al di là delle nostre previsioni e dei nostri giudizi. Una forte confluenza di forze, "costituzionali" ed "extraparlamentari", ha fatto sostanzialmente suo il nostro progetto, cosicché sempre più esso diventa progetto di lotta di tutta la sinistra, di tutti coloro che si battono per un profondo rinnovamento e per una reale "inversione di tendenza". Spetta ora in primo luogo al partito, ai suoi militanti e sostenitori, ai compagni ed amici delle diverse Leghe per i diritti civili, fare in modo di superare, con un eccezionale rilancio dell'iniziativa, le enormi difficoltà che si frappongono, ed ancor più ci verranno frapposte, nelle prossime settimane e mesi.